A volte, avere a che fare con i nostri bambini, può portare a provare un sentimento di esasperazione, e non sappiamo come comportarci con loro.

Qualcuno  ha detto che affrontando le fasi della crescita dei propri figli, i genitori ripercorrono contemporaneamente  le proprie, rivivendo anche vecchi traumi e problemi di allora, non ancora risolti.

Naturalmente, sappiamo che non esistono  ricette preconfezionate da applicare di volta in volta, tuttavia, un’attenta chiave di lettura di quanto accade, può essere utile per farci individuare la via di uscita. Una possibile chiave è quella che io chiamo: “viaggi nel tempo”. Se questo è vero, bisognerebbe domandarsi se le difficoltà che stiamo affrontando nell’educare, in particolare quelle tipiche che sembrano ripetersi ogni volta, nascano dal nostro bambino o da noi stessi.

Può essere utile fare un immaginario viaggio nel tempo, tornando al periodo e alle situazioni della nostra infanzia, che nostro figlio sta vivendo oggi, cercando di ricordare i sentimenti e i pensieri di allora. Sarà così più facile immedesimarsi nel bambino di oggi e, anche là dove sia necessario agire con severità, potremo farlo in modo che l’altro si senta comunque compreso ed amato.

Ecco una breve lista di domande che possono guidarvi a questa riflessione:

  • Di fronte alla stessa situazione, come reagivo io all’età di mio figlio?
  • Quali sentimenti provavo?
  • Cosa cercavo di ottenere con il mio comportamento?
  • Come reagivano i miei genitori?
  • Come mi faceva sentire la loro reazione?
  • Cosa provo oggi nel vedere gli stessi comportamenti in mio figlio?

Cercate anche di capire se state attribuendo a vostro figlio quello che era il vostro atteggiamento, mentre le sue motivazioni potrebbero essere diverse e richiedere una diversa strategia.
In quest’ottica potremmo trasformare quelle stesse difficoltà in possibilità di tracciare un percorso differente per i nostri figli, riscattando in un certo senso la nostra storia, se è stata difficoltosa, o rivivendo diversamente dei momenti felici, se si è avuta un’infanzia serena.

Emanuela Farinelli

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