La vita è un insieme di attimi. Un arco temporale nel quale possiamo fare i conti con il passato, soffermandoci sulle scelte fatte e decidendo le azioni da compiere a garanzia del domani.

Osserviamo una coppia di fidanzati che, con i preparativi al matrimonio, vola con il pensiero al figlio che verrà. Maschio o femmina? Quale nome scegliere? Infine, il figlio arriva, ed insieme alla gioia, la responsabilità. Ieri volevamo un figlio, oggi abbiamo un figlio, domani… che vita avrà la persona che Dio ci ha affidato?

Come crebbe Gesù? Quali furono i passaggi che portarono il bambino, all’uomo adulto, pienamente responsabile della propria missione, nella pienezza dello Spirito?

“E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini” 

Luca 2:52

Pensiamo al nostro intervento educativo conducendo il bambino, ed istruendolo, alla formazione di un carattere e ad un rapporto con Dio che diriga la sua intera esistenza. Azioni che offrano al fanciullo la facoltà di crescere spiritualmente, con buoni pensieri e in buona salute. Dobbiamo avere una visione panoramica, non solo concentrata sul momento.

Un anello d’oro, nell’attimo dell’acquisto, vale tutto l’oro che pesa. Quando, dopo anni, si tenterà di rivenderlo, sentiremo che si tratta di oro vecchio, di valore minore. In realtà l’oro è oro. Una serie di regole e convenzioni stabiliscono, però, che quel metallo perda valore; naturalmente, una volta trattato e rimesso sul mercato, l’oro tornerà a valere. Un valore sottratto, rivalutato e rivenduto.

Perché alcuni genitori non riescono più a vedere lo splendore che vedevano nei loro piccoli, quando questi crescono? Per quale motivo un adolescente, spesso, non riesce a far trasparire il proprio valore, i doni e le ambizioni in ambito famigliare, mentre il mondo ruba, rivaluta e rimette sul mercato i nostri preziosi figli, secondo le proprie regole e valori? Cosa fa perdere l’importanza e l’entusiasmo di essere genitore, quando il confronto è con un adolescente che, giorno dopo giorno, sembra andare nella direzione opposta ai valori in cui crediamo?

È possibile che i figli continuino a splendere ai nostri occhi, pur crescendo in mezzo ad una società fredda, cinica e pronta a sottostimare il valore prezioso di ogni singola vita? Certamente sì.
Il genitore deve capire i tempi, muoversi in direzione dei figli, vedere la crescita, sia spirituale, sia emotiva, sia fisica. Vegliare ed intervenire perché, il fanciullo che volevamo ieri, sia il bambino di oggi e, l’uomo o la donna che verrà domani, diventi la persona che Dio ha stabilito. Un adulto autonomo, felice, responsabile, in grado di offrire, a sua volta, gli strumenti per alimentare i sogni, imparare dal passato e camminare con Dio per avere un domani migliore.

Antonio Amico

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked (required)